Ereditare i gusti: cosa mangia la mamma?

554 366 Carlo Dr. Taiariol

Qual’è il tuo cibo preferito? Sei più propenso a provare nuovi ristoranti etnici o rimanere nella familiarità della tua casa? La tua dispensa è piena di frutta e verdura o di snacks salati? Qualsiasi siano le tue preferenze alimentare per scoprirle bisogna andare indietro, molto molto indietro. Prima della nascita. Una ricerca mostra come ciò che una madre mangia durante la gravidanza modella i gusti durante la vita del nascituro.

Siamo ciò che mangiamo

Negli fanni 90, Julie Mennella, ricercatrice presso il Monell Chemical Senses Center in Philadelphia, ha cominciato una ricerca per determinare come la dieta della madre influenzi i gusti dei bambini. L’idea nasce dai produttori di latte. Quest’ultimi realizzarono come le mucche che pascolano su vegetazioni con sapori forti, come aglio selvatico o cipolla, trasferivano questi sapori nel latte. Da qui il passo è breve. Se ciò succede alle mucche può succede anche agli uomini? Se la dieta può insaporire il latte potrebbe insaporire anche il liquido amniotico?

Per lo studio pubblicato nel 1995 sulla rivista The Journal Chemical Senses, Mennella e i suoi collaboratori hanno fatto assumere alle donne in gravidanza una capsula di aglio o di placebo al giorno, raccogliendo campioni di liquido amniotico di routine. Sottoposti i campioni a una serie di intervistati, quest’ultimi semplicemente annusandoli sono stati in grado di identificare facilmente chi avesse assunto aglio durante lo studio. Essendo il senso del gusto e dell’olfatto sono intimamente correlati, è plausibile pensare che la progenie abbia assaggiato l’aglio, nel periodo fetale.

L’esperienza animale ha portato gli scienziati a realizzare che gli animali da latte tendono a preferire i cibi che le madri assumevano durante la gravidanza o nell’allattamento. Nel 1994, uno studio pubblicato sulla rivista Physiology & Behavior determinò come i cuccioli di conigli esposti al forte gusto del ginepro preferivano lo stesso ginepro più tardi nella vita. Questo indipendentemente dal momento dell’esposizione, sia che essa sia avvenuta nel grembo materno, che durante l’allenamento o tramite il pellet fecale della madre. (Una colazione equilibrata per un coniglio).

La domanda però rimane sempre la stessa: questo è attuabile agli umani? Un bambino che ha assaggiato l’aglio nel grembo lo gradirà anche in futuro?

Tale madre tale figlio?

Per rispondere a questa domanda Mennella ha fatto assumere casualmente alle donne un bicchiere di succo di carota ogni giorno mentre erano incinta, mentre allattavano o in entrambi i casi. Successivamente, dopo lo svezzamento dei bambini, ma prima che abbiano mai assaggiato carote, i ricercatori hanno dato ai bambini cereali inzuppati di acqua e cereali cosparsi di succo di carota osservando quali preferissero. I bambini esposti al sapore delle carote in passato avevano minori espressioni facciali negative mentre assaggiavano i cereali aromatizzati.

A discapito dei bei pensanti, che consigliano di non assumere determinati cibi durante la gravidanza, lo studio mostra come più sapori sperimenta un bimbo nel grembo, o attraverso il latte materno, più disparati saranno i suoi gusti da adulto. Quindi se ami diverse varietà di frutta e verdura, sperimenti sempre nuovi gusti ringrazia tua mamma. Le scelte fatte prima della tua nascita influenzano ancora le tue scelte oggi.