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Videogiochi, l’OMS decide: svago o dipendenza?

570 386 Carlo Dr. Taiariol

Torniamo indietro al 1972, il 29 novembre l’azienda Atari sviluppa e rilascia uno dei primi vidiogiochi: Pong. Un “simulatore” che permetteva di giocare a ping-pong. Grafica essenziale e in bianco e nero. Un gioco che non attirerebbe l’attenzione di un ragazzo di oggi. L’evoluzione dei videogiochi da allora ad oggi è stata repentina e verticale. Nuove tecnologie, grafica migliorata e immedesimazione completa. Tutto ciò ha portato a milioni di appassionati in tutto il mondo, capaci di “incontrarsi” online in mondi alternativi e vivere avventure inaccessibili. Tutto sembra magnifico,  ma se questo diventasse un problema o peggio ancora una vera e propria dipendenza?

Svago o dipendenza?

Dopo i rumors delle scorse settimane l’Oms ha ufficializzato la decisione di inserire la dipendenza da videogiochi nella prossima revisione della International Classification of Diseases. La “lista ufficiale” delle malattie, prevista per metà anno. Lo ha annunciato la stessa Organizzazione in un post sul proprio sito. Il gaiming disordersi legge, racchiuderà una serie di comportamenti caratterizzati da una mancanza di controllo sul gioco, dalla precedenza data al gioco rispetto alle altre attività e interessi quotidiani, e all’escalation del problema nonostante il manifestarsi delle conseguenze negative.

«Per arrivare alla diagnosi il problema comportamentale deve comportare una significativa compromissione delle funzioni personali, familiari, sociali e occupazionali per almeno 12 mesi».

La dipendenza da videogiochi, come tutte le dipendenze modifica lo stile di vita di chi la subisce. Un fenomeno crescente. Incapacità di dosare il proprio tempo e di stabilire priorità. Il semplice giocare ai videogiochi è diventato dipendenza e quindi patologia. L’inserimento della malattia segue lo sviluppo di programmi di trattamento in molte parti del mondo. Questo porterà ad una maggiore attenzione e consapevolezza sui rischi di sviluppare il problema e allo sviluppo di misure rilevanti di prevenzione e terapia.

L’Oms spiega infine che la dipendenza colpisce solo una piccola parte delle persone che usano i videogiochi, ma tutti devono essere consapevoli dei rischi che comporta trascorrere sempre più tempo in questa attività, soprattutto quando le altre incombenze quotidiane vengono trascurate.

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